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mercoledì 24 aprile 2013

LA VIA DI NAPOLITANO E' LETTA

Enrico Letta è premier. Dichiara che sarà una amministrazione di servizio al Paese ma non un governo a tutti i costi. Ministro per le Politiche Comunitarie del Governo D'Alema I, all'epoca di questa nomina è il più giovane Ministro della storia della Repubblica. Successivamente è Ministro dell'Industria dei Governi D'Alema II ed Amato II, europarlamentare nel gruppo Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa (seppure per soli due anni), e poi sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Prodi II. Attualmente ricopre la carica di deputato alla Camera nel Partito Democratico, di cui è stato vicesegretario nazionale dal 2009 al 2013. Laureato in Scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all'Università di Pisa, ha conseguito il perfezionamento (equivalente al dottorato di ricerca, in base alla legge N. 41/1987) in Diritto delle comunità europee presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. È stato presidente dei Giovani democristiani europei (1991-1995), segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro (1996-1997), vicesegretario nazionale del Partito Popolare Italiano (1997-1998), Ministro delle Politiche comunitarie (1998-1999), Ministro dell'Industria (1999-2001), responsabile nazionale per l'economia della Margherita dal 2001. Alle elezioni europee del 2004 è stato eletto parlamentare europeo per la lista di Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione nord-est, ricevendo 176 mila preferenze. Iscritto al gruppo parlamentare dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa, è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari; della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013; Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia). Nel 2006, viene nominato Segretario del Consiglio dei ministri del Governo Prodi, succedendo allo zio Gianni Letta e abbandona l'incarico europeo per accettare quello di deputato nazionale. L'8 maggio 2008 restituisce l'incarico di Segretario del Consiglio allo zio Gianni Letta a causa della caduta del Governo Prodi e della successiva elezione a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi. È segretario generale dell'Arel - Agenzia di Ricerche e Legislazione fondata da Nino Andreatta; fondatore delle associazioni Trecentosessanta e VeDrò[2]. È inoltre membro del comitato europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller [3]. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg presso Chantilly, Virginia, USA. [4] È anche membro[5] del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia, un'organizzazione americana finanziata anche dalla Rockefeller Brothers Fund, che si pone come obiettivo quello di incoraggiare le leadership illuminate, le idee e i valori senza tempo. È sposato in seconde nozze con la giornalista Gianna Fregonara e ha tre figli. Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Il 24 luglio 2007 annuncia la sua candidatura alle primarie per la segreteria del PD,[6] tramite un video su YouTube.[7] In seguito ha dichiarato: « Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po' come l'enciclopedia Wikipedia, un po' come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel Pd ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu. » (Enrico Letta) La sua candidatura raccoglie il sostegno di varie personalità e gruppi del centrosinistra: Personalità politiche quali l'ex ministro delle politiche agricole Paolo De Castro,[8] Davide Corritore,[9] l'europarlamentare Gianni Pittella, l'ex presidente della Commissione esteri della Camera Umberto Ranieri,[10] entrambi DS, l'ex-sottosegretario agli interni Giannicola Sinisi (Margherita). Amministratori locali come il presidente della regione Basilicata Vito De Filippo, il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, il Presidente della Provincia Trento Lorenzo Dellai.[11] Il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. L'associazione Innovatori Europei.[12] Tra le principali proposte di legge che ha presentato nella legislatura cominciata nel 2008 quella sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari Primo firmatario, insieme all'amico On. Guglielmo Vaccaro, della Legge 238/2010 Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia rientrante nel progetto COntroesodo - Talenti in movimento. Nell'estate del 2011 ha partecipato al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.[15] L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Letta alla Camera dei Deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Marche e Campania II in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013[16]. A marzo, in seguito alle Elezioni, insieme a molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro" firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[17] Il 20 aprile 2013, contestualmente alla resa effettiva delle dimissioni del segretario Bersani per l'esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, tutta la segreteria del PD, e quindi anche il vicesegretario Letta, rassegna le dimissioni dai propri incarichi nel partito. Nel gennaio 2012 Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, è iscritto nel registro degli indagati per aver sottratto, secondo la procura di Roma, ingenti somme di denaro dalle casse del partito. Lusi ha poi sostenuto che parte di tali soldi sono andati a diversi appartenenti al partito, tra cui Enrico Letta[18] Il 24 aprile 2013 Letta è incaricato dal Presidente Napolitano di formare un nuovo governo. Letta si riserva di accettare.
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